martedì 30 novembre 2010

GoodMorning.


Comincia così, con il 27 che salta una corsa. Quindi comincia male.
L'autobus che arriva è un misero 'mono', presago e foriero di pessimo inizio.
Nel giro di due fermate è già stipato, costringendo i passeggeri ad una convivenza forzatissima da risolvere in pochi centimetri quadrati.
Ma fino alle Aldini bene o male si va.
Poi i presagi si tramutano in certezze. La folla di ragazzini assiepati alla fermata significa una cosa soltanto: manifestazione.
Salgono a dozzine. Urlano, spintonano, sgomitano. Il tutto negli stessi pochissimi centimetri quadrati. L'autobus arranca lento, schiacciato e impedito dal peso di quell'incivile carnaio e si incaglia nel pantano di traffico fermo generato dal nascente corteo.
E più male che bene si continua ad andare.
Ed ecco il Sacro Cuore. Qui sale qualcuno che non gradisce la simpatia dei giovani aldiniani. In pochi secondi volano male parole, poi spinte. Dalle spinte si passa ai pugni e, inevitalmente, la rissa è servita.
Gli altri passeggeri sono impotenti. Qualcuno prova a calmare gli animi, ma è un compito destinato a fallire sul nascere.
Uno dei ragazzi cade, i suoi compagni cercano di farlo alzare, la parte avversa cerca di infierire.
L'onda di spostamento, alimentata anche dagli scossoni dell'autobus che si arrampica a fatica sul ponte di Galliera, mina il già precario equilibrio dei viaggiatori.
La gente cade, si spinge, prova ad aggrapparsi. Fioccano gomitate involontarie, lamenti stupiti, ginocchiate scevre di mandante. E l'autista finalmente si scoccia. Alla fermata dell'autostazione blocca il mezzo. Una pattuglia della municipale capisce al volo. Fa scendere tutti e lesta si dirige sugli improvvisati pugili.
A questo punto non resta che proseguire a piedi.

Quarantacinque minuti di calvario.
Un probabile ematoma sulla schiena.
Arrivo a destinazione negato.

Davvero un Buon Giorno.

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