lunedì 30 maggio 2011

Vittima.


Non posso aggiustare il tuo cuore, nè ricreare il tuo fegato o i tuoi reni. Non posso dire al tuo cervello 'riparti'.
Vorrei, eppure non posso. Perchè nessuno può.
A questo mi sono rassegnata.
Ma non posso rassegnarmi ai tubi, al respiratore, alla morfina. Non posso guardarti lì, sospesa in un limbo, solo perchè qualcuno -la legge- ha deciso che 'è il protocollo'.
Non voglio credere che questa sia umanità. Gonfia come un affogato e gialla come un cirrotico. Con un respiro da animale ferito e la coscienza ormai molto lontana.
Mi dispiace. Soprattutto per questo.
Per la dignità che ti viene strappata ogni secondo.
Per il diritto di andartene via, in pace, che ogni ora ti viene negato.

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