Ecco, sostanzialmente mi chiedevo questo... PERCHE'?
Ma andiamo con ordine e cominciamo dalle dovute premesse.
Io mangio carne e pesce, privilegiando però il pesce pescato e la carne di animali allevati open range.
Mangio anche il tofu, il seitan e compagnia bella.
Non mi permetto di dire agli altri cosa dovrebbero o non dovrebbero mangiare.
Tantomeno faccio scenate alla vista dell'altrui cibo.
Ma il Tacchino di tofu....
Il
TACCHINO
di
TOFU
La frase presenta già un evidente ossimoro. Il tacchino non può essere di tofu. Il tacchino è di tacchino. La cotoletta può essere di tofu o l'hamburger.. ma il tacchino no. Come non possono esistere il maiale di tofu, la mela di tofu o il legno di tofu.
Ma proviamo a sorvolare.
Se qualcuno ha avuto l'idea di commercializzare il tacchino di tofu è perchè qualcun altro sente il bisogno - o manifesta il desiderio - di acquistare e presumibilmente mangiare il suddetto 'tacchino'.
E torniamo alla mia domanda iniziale.
PERCHE'?
Se una persona è strettamente vegetariana o vegana, dovrebbe non mangiare tacchino per scelta. Perchè non tollera l'idea di mangiare un animale, perchè è moralmente ed eticamente contrario, perchè vengono allevati in modo inumano, perchè 'la bestia morta nel piatto' e così via. Dovrebbe quindi rifiutare per principio che il proprio delizioso tofu venga modellato a simulacro di qualcosa che per lui è emblema di inciviltà.
Un non vegetariano mangerebbe direttamente il tacchino arrosto e via, il problema non si dovrebbe porre (credo).
Al limite forse, potrei capire se ci cascasse qualcuno obbligato per motivi di salute a non mangiare carne, colto da un irrefrenabile attacco di nostalgia. Ho però una sconvolgente notizia per lui: il tofu non sa di tacchino arrosto. Nemmeno un po'. E' inutile ingannare i propri sensi attraverso la vista, il signor Gusto avrò comunque da ridire.
Ma ecco in realtà dove voglio arrivare.
L'eccesso.
Ho visto cibo per cani e gatti vegani.
Ho visto il tacchino di tofu.
Ho visto gente, al ristorante 'Il Cervo Bianco - Specialità cacciagione' mettere in croce il cameriere per ottenere una portata che non contenesse NIENTE di animale.
Ho visto amiche fare scenate perchè 'Lo sai che sono vegana, come puoi mangiare prosciutto davanti a me!!??'.
E via così.
Ora, vorrei dire questo: cani e gatti sono essenzialmente carnivori. Dargli i bocconcini di soia è irrespondabile. E' da egoisti e, permettetemi, pure da stronzi.
Chiedere, anzi pretendere, in un ristorante specializzato in cervo e cinghiale un piatto interamente vegetale è semplicemente assurdo: ci sono un sacco di ristoranti dedicati e, se proprio non si vuole rinunciare alla compagnia degli amici, si può ripiegare su un'insalata senza fare scenate al cameriere.
Se ti invito a cena e ti preparo la tua pasta speciale con i ceci mi sembra di esser stata sufficientemente gentile, lasciami la libertà di mangiare quello che mi pare.
L'eccesso mi irrita profondamente. Come ho premesso all'inizio, secondo me ognuno può mangiare quello che vuole, dovendo rispondere solo al proprio fisico e, eventualmente, alla propria coscienza.
Ma è profondamente sbagliato tentare di imporre o sputare giudizi. Specie se poi si scivola in patetici simulacri del cibo disprezzato come il tacchino di soia o il 'parmigiano' fatto con il lievito di birra.
C'è un sacco di roba che io non mangio e che classifico come 'non cibo'. Ma è non cibo per me, non impedisco a nessuno di mangiare la trippa o il cavolo nero stufato (e vi dirò, non compro nodini di vitello a forma di cavolo nero!)
Se si fanno scelte perchè le si giudica 'più civili' 'più etiche' 'più morali' è poi molto contradditorio scivolare nell'inciviltà del sentirsi superiori. Anche perchè così il dialogo muore. A chi mi dice schifato 'oddio ma come a fai mangiare un pezzo di cadavere?' viene solo da rispondere 'non dire cazzate', 'ma vaffanculo' o, al limite, potrei iniziare a colpirlo ripetutamente con una bistecca cruda. E nessuna delle citate opzioni porterebbe ad un arricchente scambio sulle proprie opinioni, temo. Scambio che invece è fonadmentale.
Ad esempio io mangio solo uova biologiche di galline allevate all'aperto e a terra, da quando qualcuno mi ha spiegato e mi ha mostrato come spesso funziona l'industria dell'uovo. Ma quel qualcuno non mi ha strappato un uovo di mano al grido di 'maledetta oppressrice di galline!', per l'appunto mi ha spiegato come stanno le cose.
Poi per carità, non voglio e non mi permetto di generalizzare. Conosco tanti vegetariani o vegani che mai si sognerebbero di sputare sentenze o di intromettersi nelle altrui abitudini alimentari e non sto certo stigmatizzando l'intera categoria.
Ora finisco con calma il mio budino di soia alla vaniglia (rosa dal dubbio se la parola 'oppressrice' sia italiano o frutto della mia mente malata - come in realtà temo), magari un giorno vi parlerò anche della categoria che mi fa arrabbiare più di tutte: quelli a cui alcuni animali fanno pena e altri no ovvero 'la vacca cazzi suoi, ma bambi no, poverino'